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24:Dic

Lectio Natale del Signore - Anno A

Lectio Natale del Signore - Anno A

Lectio Divina

Lc 2, 1-14

Accogliamo il Salvatore, Gesù Cristo che nasce per noi, è il Natale del Signore! Dopo il tempo di attesa che ci ha preparato a celebrare oggi la nascita del Salvatore, gioiamo nel ricevere questo dono immenso che Dio Padre fa a tutti noi. Brilla di luce e di grazia, nella semplicità e nella povertà di una mangiatoia, un tenero “bambino avvolto in fasce”, venuto nel mondo per donare la sua luce, per guidare gli uomini alla verità, per fare degli uomini un sol popolo, “un solo ovile, sotto un solo Pastore”. ...

Sono differenti le liturgie che caratterizzano le varie Messe, che a partire dal Vespro di oggi, ci immergeranno nella celebrazione del Santo Natale, ma unico è il messaggio: l’umanità riceve un dono, “ci è stato dato un bambino: il Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della Pace”. Nell’innocenza, nella piccolezza di del Bambino Gesù, risiede tutta la Divinità di Dio che si fa uomo per noi: Egli viene ad assumere la nostra umanità, perché noi, guardando a lui potessimo assumerne la sua Divinità. È il messaggio della Divina Volontà che il Signore viene a donarci, la luce che avvolge il Bambino Gesù, è la Luce della Divina Volontà con cui Dio vuole illuminare tutti. Il profeta Isaia ci parla nella Prima Lettura, di un “popolo che cammina nelle tenebre”, in esso possiamo rivedere l’umanità che si ostina a fare la propria volontà, l’uomo che si lascia accecare dal desiderio smodato di alimentare “il proprio io”, senza chiedersi se ciò che si porta avanti, pur che buono che sia, rientri nel piano di Dio. Guardando i frutti di ciò che l’uomo ha generato accrescendo nella brama del potere, del denaro, del progresso a tutti i costi, del materialismo e del consumismo, possiamo affermare che tutto ciò che viviamo: la sofferenza, il dolore, il terrore, non rientrano nel progetto primario d’amore di Dio Padre, il cui unico desiderio è quello di farci figli nel Figlio, rendendoci partecipi della sua stessa Divinità, chiamandoci a vivere nel Regno della Divina Volontà. Il Signore, in Gesù, nato dalla Vergine Maria, ci consegna, ci elargisce questo dono, affinché nasca o aumenti in noi “il desiderio” di far parte di questo Regno, permettendo al Dio di riportare ogni uomo alla sua “prima origine”, ad una piena comunione di vita con Lui. Lasciandoci stupire e meravigliare dalla “semplice povertà” con cui Gesù viene a noi nelle sembianze di un piccolo, facciamoci “travolgere da questa infanzia spirituale”, perché è “nella povertà dello spirito” che ci attende Gesù. Per accogliere la vita nella Divina Volontà, non bisogna avere grandi traguardi, ma un unico desiderio: donare la nostra volontà al Signore, chiedendo la grazia di voler vivere in noi ogni attimo solo la Sua. Guardando alla Vergine Maria, nell’Annunciazione, nel momento in cui Dio le annuncia “il dono di Gesù”, Ella si fa “piccola”, accogliendone con fiducia la Parola: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”. Il frutto del fiat della Vergine è “la fecondità del suo grembo”, che genera Gesù, chiamato a vivere nel mondo per rivelare a tutti la Divina Volontà del Padre; Egli si fa uomo, si fa carne, si “umilia” alla natura umana, per portare a tutti la Luce del Divin Volere. Veniamo disarmati guardando alla piccolezza di Maria, di Gesù e anche di Giuseppe, che con mitezza e giustizia aderisce al piano del Signore, e comprendiamo che attraverso la semplicità di questa Santa Famiglia, Dio ci chiama allo stesso abbandono, a spogliarci della nostra “volontà umana” nella quale riponiamo tutte le nostre certezze e forze, perché è “indifesi” che ci vuole Dio, cioè abbandonati con fiducia nelle sue mani, felici solo di portare avanti il suo progetto d’amore. Sono difatti i pastori, i piccoli, gli ultimi, i semplici, che, accogliendo con abbandono fiducioso il messaggio dell’angelo, hanno per primi il privilegio di presentarsi dinanzi al Signore ed essere investiti dalla luce della sua grazia. Abbandoniamo i desideri mondani, l’empietà, ogni iniquità, frutto della volontà umana, perché il Puro, il Santo, il Divino, il Salvatore viene a noi per rivestirci della sua sobrietà, della sua giustizia, per formare un popolo “puro e zelante” che gli appartenga. Diciamo: “Vieni Divina Volontà, a ricevere in me la Luce di Cristo, avvolgici Signore nelle fasce della tua piccolezza. Vieni Vergine Immacolata, a ricevere tra le mie braccia il Bambinello Gesù e rinchiudi nel suo piccolo Cuore la mia volontà, perché stringendolo a me il mio cuore possa ardere di desiderio di fare solo la Divina Volontà, Amen, Fiat!”.

 

 

Ultima modifica il Sabato, 24 Dicembre 2016 16:23
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