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10:Gen

Lectio Battesimo del Signore - Anno C

Lectio Battesimo del Signore - Anno C

Lectio Divina

Lc 3,15-16.21-22

Si conclude oggi, con la Solennità del Battesimo del Signore che celebriamo, il Tempo di Natale, tempo in cui il Signore, ci ha manifestato attraverso Gesù Cristo, la sua gloria, la sua potenza, ci dice infatti oggi la Prima Lettura attraverso le parole del profeta Isaia: “Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. ...

Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede”. Comprendiamo come questa ricompensa si sia realizzata e concretizzata in Gesù, il premio per eccellenza che il Signore vuole donare a ciascuno di noi. Mercoledì scorso abbiamo celebrato l’Epifania, ossia il momento in cui il Signore “si manifesta, si rivela alle genti”, a noi, come segno dell’amore di Dio che vuole raggiungere tutti gli uomini e della cui luce vuole rinnovare ogni cuore. I Magi provarono una gioia grandissima al vedere “il bambino” che accolsero con atteggiamento di adorazione, lode e profonda commozione, sentimenti che si concretarono nel fare loro le parole del Signore, profetizzate attraverso il suo angelo, e nel ritornare al loro Paese presero “un’altra strada”. Il Tempo di Natale ci aiuta a capire che accogliere Gesù sconvolge la propria vita: nell’atteggiamento di prostrazione dei Magi leggiamo infatti una dolce sottomissione del volere umano al Volere Divino, comprendendo che ricevere Gesù, significa decidersi ad arrendersi alla Volontà di Dio con atteggiamento di totale abbandono e fiducia, significa aprire la porta del proprio Io lasciando che sia Dio a prendervi il posto e questo certamente sconvolge, turba, facendoci comprendere il duro lavoro spirituale che tale scelta comporta. Ma in Cristo si manifesta la grazia e la Misericordia del Signore, perché donandoci Gesù Egli viene a salvarci da tutte le nostre iniquità per formare “un popolo puro che gli appartenga, libero da ogni mondanità, empietà, pieno di zelo per le opere buone”. Questa salvezza non è dunque merito nostro, come ci fa riflettere la Seconda Lettura, ma merito della Misericordia di Dio che ci viene donata con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo che Gesù ci dona. Il Vangelo, immergendoci nel momento in cui Gesù riceve il Battesimo, ci rivela questo amore di Dio che riversa nel “Figlio amato”, quel Figlio in cui ripone il suo compiacimento, perché accoglie la Volontà del Padre, perché sa che il suo sì non è per sé, ma è un sì che salverà le anime, che farà figli nel Figlio. E questa figliolanza divina, noi la ereditiamo grazie a Gesù, per mezzo dello Spirito Santo, con cui il Padre “lo battezza”, uno Spirito infuocato d’Amore, un Fuoco di Misericordia che vuole incendiare ogni cuore. Mentre Gesù è in preghiera, il Cielo si apre e il Padre sigilla questo Amore salvifico nel dono dello Spirito Santo che è per tutti. Ringraziamo perciò il Signore per il dono del Santo Battesimo con cui anche noi, liberati dalle tenebre del peccato, veniamo immersi nella Luce, nel Fuoco, nell’amore di Dio e rigenerati da quest’Acqua viva rinnoviamo la nostra figliolanza a Dio, accogliendo l’amore tenero, casto e umile di Gesù. Vivere nella Divina Volontà, facendo della nostra vita una lode, un ringraziamento al Dio creatore, al Figlio redentore, allo Spirito Santo santificatore, ci aiuta a camminare con la forza dello Spirito, imitando e seguendo Gesù, conducendoci alla piena comunione col Padre che ci dice: Tu sei il Figlio mio, l’Amato, in te ho posto il mio compiacimento. Con questa Parola che libera, che guarisce le nostre ferite di figli, il nostro cammino spirituale si spiana e si apre verso l’orizzonte dove ci sono le braccia del Padre sempre pronte ad abbracciarci. La Vergine Maria, nel cui grembo vogliamo immergerci, per rinascere a vita nuova, ci sostenga nella decisione del voler essere, come Lei, piccoli figli della Divina Volontà, sia questo l’impegno in questo Anno della Misericordia: accogliere nelle nostre miserie, la Misericordia di Dio, nella nostra piccolezza la grandezza di Dio, nel limite dei nostri progetti umani aprire la porta del nostro cuore all’eternità dell’Amore divino. Amen, Alleluia!

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