24:Gen

Lectio III Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Lectio Divina

Lc 1,1-4; 4,14-21

Questa III Domenica del Tempo Ordinario veniamo ancora una volta arricchiti ed edificati dalla Parola ascoltata e meditata. Comprendiamo quanto sia importante porsi all’ascolto della Parola, ...

permettere cioè al Signore di parlare e di parlarci, perché è con essa che veniamo formati come popolo di Dio. Insieme al Salmista cantiamo: “le tue parole Signore sono spirito e vita”: è lo Spirito Santo che ci “consacra, ci unge” ci battezza per divenire membra di un solo Corpo che è Cristo ed incorporati a Lui ritroviamo la vita respirando del dono di essere Chiesa, popolo che vive della regalità, del sacerdozio e della profezia che si incarna nel Verbo, in Gesù. Nel Vangelo di oggi emerge la figura di Gesù come l’Unto del Signore, il Profeta, il Sacerdote eterno che nella “potenza dello Spirito” porta avanti la missione del Padre, insegnando alle genti, rivelando il Volto misericordioso del Padre, lo sguardo che guarisce, che libera, che annuncia, che dona luce e vita, proclamando l’anno di grazia del Signore. L’Anno giubilare, è sì un anno di grazia, in cui possiamo e dobbiamo lasciarci incontrare dallo sguardo compassionevole di Gesù, che cammina in mezzo a noi, venendo incontro alle nostre povertà, oppressioni, chiusure, cecità ridonandoci la gioia di essere, come battezzati, figli amati del Signore e membra vive del suo Corpo. È molto significativa l’immagine del corpo e delle varie membra metaforicamente usata per rappresentare ciò che ogni battezzato è per la Chiesa; come ogni membro del corpo ha una sua funzione, così il cristiano possiede una responsabilità affidatagli da Dio nel momento in cui viene unto con il suo Santo Spirito. Ognuno di noi ha la missione di far vivere il Cristo che c’è dentro, donando i carismi che il Signore ci chiama a scoprire, a sviluppare, a praticare e nel donarli a condividerli, comprendendo che una nostra chiusura ai doni del Signore è un precludere anche i fratelli nel mettere “in funzione” i propri talenti. Se Gesù non avesse permesso allo Spirito Santo di agire nessuno avrebbe beneficiato degli “insegnamenti” del Padre che ci stupiscono, ci donano una gioia del cuore che non si può trattenere. In questo Anno Santo, consci della Misericordia che ha usato il Signore chiamandoci a far parte del suo popolo, sforziamoci di operare come Gesù, ad essere “misericordiosi come il Padre”, lasciando muovere lo Spirito di Cristo, che ci chiama ad essere membra vive della Chiesa, sensibilizzandoci verso le “membra sofferenti” che attendono consolazione, speranza, forza, attendono amore, attendono di ascoltare Gesù che parla. Reduci con la Fraternità di un week end di evangelizzazione di strada tra i giovani, il popolo della notte, abbiamo sperimentato la gioia di poter donare la luce di Cristo in cuori spenti e feriti da una Chiesa poco testimone dell’Amore di Dio. Facciamoci voce, insieme alla tenerezza di Maria, Madre della Divina Misericordia, di un Dio vivo, vero, di un Dio misericordioso che è sempre pronto a chinarsi sui cuori piagati, feriti, chiusi, donando guarigione, liberazione e misericordia. Buona Missione nella potenza dello Spirito Santo!

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