21:Feb

Lectio II Domenica di Quaresima - Anno C

Lectio Divina

Lc 9,28-36

Proseguendo il nostro itinerario quaresimale, avvertiamo come la Parola del Signore è la bussola che ci aiuta ad orientare i nostri passi, è la lampada che rischiara il nostro cammino, è fonte di nutrimento per la nostra vita spirituale ed umana. Giunti già alla II Domenica di Quaresima, ...

vediamo come il Signore ci chiama ad una intimità sempre più profonda con lui, a meditare sull’importanza di vivere questo Tempo, come il “momento favorevole”, il “tempo della salvezza” per rendere ancora più salda la nostra fiducia in lui. Attraverso la Parola ascoltata durante la settimana, il Padre ci ha esortati a “ritornare a lui, che è un Dio misericordioso e pietoso” ed anche nella Parola di oggi riscontriamo questo richiamo di “ritirarci in disparte con il Signore”. La Prima Lettura, tratta dal libro della Genesi, ci dice che Abram, viene da Dio “condotto fuori” e nel Vangelo l’evangelista Luca dipinge il momento della Trasfigurazione, quando Gesù “prende con sé, i tre discepoli e sale sul monte a pregare”. In queste azioni, mi piace evidenziare l’atteggiamento misericordioso del Padre che prendendo l’iniziativa, crea le giuste condizioni perché, attraverso la collaborazione dell’uomo, possa ritrovarsi in un cuore a cuore con i suoi figli. In entrambi i casi il Signore chiede all’uomo un atto di fiducia nei suoi riguardi, perché Egli possa portare avanti il suo progetto: sia Abram che i discepoli hanno infatti il privilegio di udire la voce del Padre; la sua Presenza si manifesta nel buio fitto o nell’ombra della nube, cioè in condizioni che, rivelando l’estrema fragilità e debolezza umana nella paura di Abram e dei discepoli, mettono però in risalto l’autorità, l’onnipotenza e la Volontà di Dio, alle quali l’uomo è chiamato a rispondere solo con la fede e l’abbandono in Lui. È un Padre che vuole farci riflettere sull’importanza di “ascoltare il Figlio”, di seguirlo, perché possiamo diventarne sempre più suoi imitatori. E guardando oggi Gesù, seguendolo sul monte, constatiamo la necessità di metterci, “lontano dal rumore della vita di tutti i giorni”, in comunione con il Padre, in suo ascolto, cioè in atto di adorazione, di lode, di benedizione, di obbedienza, in atteggiamento di totale abbandono alla sua Volontà. Una Volontà che nel Vangelo, attraverso i profeti Mosè ed Elia, si manifesta come “esodo che Gesù doveva compiere”, cioè come passaggio da questa terra al Cielo, a conferma della sua piena adesione al Volere divino per la salvezza dell’umanità. Ancora una volta il Padre, attraverso l’esempio di Gesù, ci invita a donarci con fiducia a lui, lasciando che Egli stabilisca quest’alleanza salda con noi, attraverso un ascolto vero della sua voce nella nostra vita. Chiamati a seguire Gesù nel suo esodo, anche noi compiamo il passaggio di consegnare la nostra umana volontà, per accogliere il dono della Divina Volontà, con cui Dio vuole “trasfigurare” interamente la nostra vita donandole una veste nuova, candida e sfolgorante. Nel ricevere il regalo della Divina Volontà, chiediamo alla Regina del fiat, la Vergine Maria, di aumentare in noi il “desiderio” di vivere nel Divin Volere, perché scegliendo di conformarci in tutto a Gesù, possiamo compiacere il Padre collaborando all’instaurazione del suo Regno glorioso, di giustizia e di pace.

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