19:Nov

XXIX Domenica Tempo Ordinario - Anno A

Mt 22,15-21
È molto bella la Parola che ha accompagnato questa XXIX Domenica del Tempo Ordinario, in cui comprendiamo l’importanza di mantenersi saldi nella Parola di Dio, ancorandoci con profonda convinzione alla chiamata cristiana affidataci dal Signore. È il messaggio della verità, della trasparenza, della determinazione nel portare avanti, come battezzati,

il messaggio evangelico che ha ci ha donato Cristo nella sua rivelazione umana: non c’è alcun dio al di fuori del Signore. Constatiamo quanto sia attuale la Parola del Signore percependo quanto sia necessario oggi vivere da cristiani nel mondo, concretizzando il messaggio di Dio nella nostra vita, fatta di relazioni, lavoro, amicizie, famiglia, scuola, vita! Una realtà, quella di oggi che attende di essere evangelizzata portando la lieta notizia che Gesù ci è venuto a consegnare, la verità che rende veri gli uomini, che getta le maschere delle ipocrisie, delle paure, che aiuta a fare luce là dove c’è buio, c’è tenebra, c’è occultismo. Mi piace molto sottolineare l’atteggiamento coerente, sicuro di sé, di Gesù che non sia lascia soggezionare da niente e nessuno perché sa di essere nella verità piena, nella via del bene, del pulito, di una vita che non conosce menzogna, di una giustizia che sa riconoscere cosa significhi dare a Dio quel che è di Dio, e a Cesare quel che è di Cesare. Sento nella Parola di oggi che Gesù chiama il suo gregge, chiama noi fedeli, noi sequela ad aiutarlo crescendo anche noi in quella determinazione di una vita vissuta nella Divina Volontà, per portare strada facendo la testimonianza della bellezza e soprattutto dell’importanza di vivere nella luce del Signore. Gli occhi di Dio sono sempre chini su un’umanità che anche ai nostri occhi risulta sempre più ferita, sbandata, divisa, un’umanità che davvero ha perso la capacità di discernere la via del bene, la via di idoli che portano alla morte. Quanta gente anche vicina a Dio, si affida a pratiche occulte, va dai maghi, si ostina a vivere una vita di peccato, dando spazio nella propria vita al principe della menzogna che ci devia dal vivere una vita veramente cristiana vissuta nella castità, povertà ed obbedienza che fecero di Gesù un uomo sì ma libero, un uomo capace di vivere in piena comunione con il Padre, lontano dall’ombra di peccato, anche quando il diavolo tentò di deviarlo … Chiediamoci cosa diamo di noi al Signore, esaminiamo la nostra vita, la nostra condotta, le nostre abitudini, non temiamo di guardare in faccia il peccato che si annida nel nostro cuore, perché temiamo, ci vergogniamo, indossando le maschere della virtù, di una fede finta, di un cristianesimo ipocrita, di un Dio a misura d’uomo, di un Gesù che guardiamo dall’alto ma che non sappiamo abbracciare nel cuore. Rendiamo grazie al Signore perché ci ha scelti chiamandoci per nome dimostrandoci come ci vuole rendere sempre più coscienti della grazia del vivere in Lui, nel suo amore, nel candore che la vita alla sequela di Cristo porta! Rispondiamo ogni giorno alla chiamata del Signore con gratitudine e rinnoviamo il nostro essere nella Divina Volontà con un cuore sempre più libero da ciò che per noi può essere ancora occulto, intimo, portandolo alla luce per essere pronti all’azione e, insieme a Gesù e nel suo nome, dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare! Tanta Pace

Ultima modifica il Sabato, 06 Dicembre 2014 20:09
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