11:Set

Lectio XXIV Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Lectio Divina

Lc 15,1-32

Anche in questa XXIV Domenica del Tempo Ordinario, ci sentiamo tanto amati dal Signore, che attraverso il dono della sua Parola, si rende presente e vivo in mezzo a noi. Oggi Egli ci fa contemplare in pienezza il suo Amore Misericordioso, amore che attraverso Gesù Cristo, si riversa su ciascuno di noi, “ricordandoci” che la sua bontà è eterna, poiché Egli non si stanca mai di venire incontro alla nostra debolezza e, rinnovando verso di noi, il suo amore paterno e materno, ci chiama, come figli, a continua conversione, “reclamando” la ragione della venuta di Gesù nel mondo: “non per giudicare, ma per salvare”.

La Prima Lettura, dal libro dell’Esodo, ci fa meditare “la mano salvifica di Dio” che, attraverso la “liberazione del popolo di Israele” dalla schiavitù dell’Egitto, dimostra come il Signore non abbandona mai il suo popolo, ma si ricorda di esso, è partecipe delle sue sofferenze, delle sue tribolazioni e proprio per questo sganciandoci dalle prove, ci riporta a vita nuova perché, una volta liberati da tutto ciò che ci schiaccia, anche noi possiamo testimoniare di “ricordarci sempre” del Signore, camminando sulle vie di bene che Egli traccia per noi. Mi colpisce molto in questa Lettura, l’ingratitudine del popolo di Israele che, in attesa del rientro di Mosè dal monte Sinai, non riesce a mantenersi fedele e si perde dietro agli idoli costruiti “da mano d’uomo”, dietro a falsi dei. Anche la pagina di Vangelo dipinta dall’evangelista Luca, ci fa meditare questo smarrimento, raffigurato “nella pecora smarrita”, “nella dramma perduta”, “nel figliol prodigo”, ma nello scenario di questo disorientamento, emerge la “Misericordia” paterna del Pastore che va alla ricerca della pecorella smarrita, la “tenerezza materna” di Dio simboleggiata dalla gioia della donna che ritrova la moneta, emerge tutto l’amore del Padre misericordioso sempre pronto a perdonare ogni figlio che, avendo abbandonato la casa paterna, vi ritorna povero ma ricco di pentimento. Attraverso questa Parola, sentiamo come il Signore ci chiama a continua conversione invitandoci a non dimenticarci mai di Lui perché Lui si ricorda sempre di noi dimostrandoci il suo amore che sempre perdona le nostre miserie e ripetute cadute nel peccato. Dinanzi alle sofferenze di tanti fratelli afflitti dalle dure prove della fame, della violenza, della guerra, dei disastri ambientali, noi popolo del Signore, chiamati alla costante fedeltà verso di Lui, siamo consapevoli di leggere in queste tribolazioni un segnale di cambiamento che Dio Padre chiede a ciascuno di noi o continuiamo a svolgere la nostra vita vacillando nella fede, dimostrando infedeltà verso il Signore, perdendoci e facendoci attirare dai nostri idoli e ricordandoci di Lui ad intermittenza? Il Signore si rallegra anche solo per un peccatore che si converte, ma in questo messaggio, non dobbiamo subito focalizzare la nostra attenzione sull’ateo, sul ladro, sul malavitoso o altro, ma guardiamo al nostro cammino, scendiamo nella nostra anima, nel nostro cuore e, ritornando in noi stessi, cerchiamo di capire la causa della nostra ostinazione verso alcuni peccati che ci fanno allontanare da Dio, che ci fanno deviare dal nostro cammino, che rallentano ed ostacolano la nostra scalata verso la santità. Riconoscendo giorno dopo giorno le nostre debolezze e di essere mendicanti della Misericordia del Padre, vivremo sempre con lo sguardo in continua ricerca dei suoi passi, ricordandoci sempre di ricercarlo in ogni cosa, in ogni evento lieto o triste che sia, perché ogni occasione sia per noi favorevole per diventare “artigiani della Misericordia” come ci dice il Santo Padre, cioè coloro che, avendo sperimentato la gioia nel ricevere l’abbraccio tenero del Padre che sempre attende il ritorno dei suoi figli verso il Divin Volere, lavorano con fedeltà e costanza per portare quanti più fratelli, soprattutto i più bisognosi, i più feriti, verso le braccia del Padre. Chiediamo alla Vergine Maria di liberarci dalla “durezza della nostra volontà umana” che ci offusca dal seguire un cammino di conversione coerente a ciò che come cristiani professiamo e di rivestirci con la luce e la grazia della Divina Volontà di cui Lei è pioniera.

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