20:Nov

Lectio Solennità di "Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo" - Anno C

Lectio Divina

Lc 23,35-43

Oggi, XXXIV ed ultima Domenica del Tempo Ordinario, per questo anno liturgico, la Chiesa ci dona la grazia di contemplare la “regalità di Cristo” celebrando la Solennità di “Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo”. Proprio oggi, si conclude l’Anno Giubilare della Misericordia, simboleggiato dalla chiusura della Porta Santa della Basilica di S. Pietro a Roma, ma come già udito dal Santo Padre, la Madre Chiesa non chiuderà le porte del cuore, continuando ad essere irradiazione dell’Amore Misericordioso del Padre, che nel “sacrificio d’amore” del suo Figlio, ha sempre “viscere di Misericordia” e, accogliendo la nostra miseria, la nostra debolezza, ci rende degni di ricevere la sua grazia, il suo perdono. ...

Meditando la pagina del Vangelo odierno, percepiamo concretamente questo infinito Amore di Dio per ogni uomo, un Amore che è stato reso gratuito ed incondizionato, dall’offerta di donazione totale di Gesù, dalla cui morte, tutti noi riceviamo la vita, cioè rinasciamo a vita nuova nello spirito, riceviamo la liberazione, la guarigione e perciò la conversione. Sono tante le pagine del Vangelo in cui Gesù rivela il Volto Misericordioso del Padre, annunciando e così manifestando la vicinanza del regno di Dio: “il regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17,21) e di questo regno Lui è l’Unto, è il Re. Anche nel brano evangelico odierno, contempliamo la massima manifestazione della regalità di Cristo: coronato di spine, martoriato e condannato a morte ingiustamente, viene crocifisso e con lui, due malfattori, giustamente rei. Anche nella dinamica di questa, ingiusta sorte, Dio manifesta il suo disegno, e dietro tutta la sofferenza ed il dolore, si rivela il piano salvifico dell’umanità: attraverso la salvezza di un’anima che, pentita dei propri peccati e, riconoscendo la “Signoria” di Gesù, riceve il perdono di Dio che gli apre le Porte del Paradiso. Cristo rivela in pienezza il suo essere il Re dell’Universo, il Re di ogni uomo, di ogni anima, di ogni cuore, e nell’ammirarlo crocifisso ma pieno di amore e di misericordia, contempliamo “la Porta del suo Cuore” sempre aperta ad accogliere le miserie del mondo per trasformarle e compiere così la Redenzione. Il “letto della Croce”, per Gesù è strumento di salvezza, mezzo con cui può portare anime al Padre e così salvarle, su questo si fonda la nostra fede: “siamo stati comprati a caro prezzo, siamo costati il Sangue di Gesù”. Ogni spina conficcata nel capo, ogni schiaffo, colpo, chiodo, ogni burla, ogni sofferenza, Gesù l’ha accettata, perché offerte al Padre, in riparazione di tutti i colpi che procuriamo a Gesù con i nostri peccati. Gesù versando il suo Sangue, ha riparato la mancanza di ogni uomo, e anche la più piccola goccia versata del suo Sangue Prezioso, è mezzo con cui viene cancellata anche la colpa più nera. Ci rendiamo conto di quanto il Signore ci ami sempre e coscienti di questo, attraverso le parole di San Paolo, nella Seconda Lettura, vogliamo “ringraziare con gioia il Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.” Insieme alla Chiesa, in questa Solennità, in cui ci riconosciamo figli amati e perdonati, resi degni di far parte del Regno di Dio, ci vogliamo Consacrare al Sacro Cuore di Gesù attraverso “l’Atto di Consacrazione” proposto per questo giorno ed esprimendo anche “l’Atto di riparazione”, ringraziamo il Signore, per aver pagato la nostra freddezza con il suo Amore e unendoci alla sua offerta, anche noi, ci offriamo per riparare i peccati degli uomini e così insieme a Gesù aprire le porte del nostro cuore per la salvezza delle anime dei nostri fratelli. Concludiamo questo Anno Giubilare chiedendo al Signore la grazia di rivestirci sempre della sua regalità, “aprendoci le porte del Paradiso” e chiediamo l’intercessione della Vergine Maria, Madre della Misericordia, perché non si stanchi mai di volgere a noi i suoi occhi misericordiosi, affinché, anche noi, come ci ha detto il Santo Padre, “non chiudiamo gli occhi dinanzi al Signore che ci guarda e dinanzi al prossimo che ci interpella”.

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