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09:Apr

Lectio Domenica delle Palme e della Passione del Signore - Anno A

Lectio Divina

Mt 26,14- 27,66

Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa, in cui accompagniamo Gesù nella sua Passione, Morte e Risurrezione. Siamo dunque partecipi, cioè pienamente coinvolti, negli eventi salvifici, che si sono compiuti per mezzo di Gesù, nella totale adesione al disegno di Dio Padre. Vivere la Settimana Santa ...

non significa rinchiudere la nostra fede entro puri sentimenti resi manifesti in forme di devozionismo, compassione o di pietismo, ma la fede è lo strumento che, facendoci entrare nel Mistero della salvezza incarnata in Gesù, deve condurci a contemplare l’immenso dono di Amore con cui Dio vuole colmare ciascuno di noi. Lasciarsi rivestire degli stessi atteggiamenti di Cristo, immedesimandosi nel suo gesto d’amore, deve orientare noi cristiani ad “usare” questo tempo di grazia per prendere coscienza che il Signore non si scandalizza dei nostri peccati e avendo a cuore la nostra salvezza, “sacrifica” il suo Unico Figlio, come vittima di espiazione: Gesù si fa Servo di tutti per farci il dono, come figli amati e perdonati, di ritornare “al servizio di Dio”. Gesù è per tutti gli uomini il modello, l’immagine pura del “figlio di Dio”, ed è solo guardando a Lui che ciascuno dunque può ritrovare la sua vera identità, la vera identità di figli del Padre. Gesù è venuto nel mondo per rivelare questa identità, per rivelare il dono per ogni uomo della paternità di Dio e perciò non accogliere Gesù significa non accogliere il Padre e non seguire Gesù, significa perciò rinunciare alla salvezza. Gesù rivelandoci l’immagine di Dio, e racchiudendo in se stesso tutta l’umanità, viene per “rivelare l’uomo all’uomo”, cioè viene per ricordarci che siamo stati creati ad immagine di Dio ed è questa immagine, distrutta in noi dal peccato, che Lui vuole ricostruire in ciascuno di noi. Contemplare Gesù per noi cristiani diviene dunque come un guardarsi allo specchio, tutto ciò che della nostra “immagine” non corrisponde a quella di Gesù, è quella che Lui stesso, con la nostra collaborazione, vuole ripristinare. Introducendoci nel pieno della Settimana Santa, Gesù ci chiama a vivere di questa “Santità”, una santità di cui Lui stesso è testimonianza. La Santità di Cristo è innanzitutto fatta di discepolato, Egli è il “discepolo” del Padre che sa fare “attento il suo orecchio”, per ascoltarne la voce lasciandosi istruire “senza opporre resistenza”. Gesù è il vero discepolo, poiché, non permettendo alla sua volontà di fare resistenza alla Volontà Divina, ha saputo seguire sempre il Padre, camminando passo passo dietro a Lui. La santità di Gesù dunque è fiducia, è abbandono, è pura obbedienza, è umiltà, è vita nella Divina Volontà. Gesù viene incontro a noi, perché anche noi possiamo andare incontro a Lui, seguendolo nella strada che conduce al Padre, un Padre che vuole elargirci la pace, la gioia che derivano dall’accogliere la vita nella Divina Volontà. Rivestirsi della Santità di Cristo, significa rinunciare a tutte le resistenze della nostra volontà umana che non ci permettono di vivere come discepoli fedeli in cammino verso la Croce che Gesù ci insegna a guardare non prima di tutto come strumento di sofferenza, ma come ponte di “redenzione”, come mezzo in cui annientare la nostra volontà a vantaggio della Volontà di Dio. Gesù mette “a servizio” la sua vita, a beneficio di tutti e contemplando tutte le sue virtù, comprendiamo che se vogliamo essere sua sequela, dobbiamo farci simili a Lui a cominciare dalla nostra vita quotidiana, familiare, lavorativa, comunitaria, in cui Gesù vuol servirsi di noi, per servire i fratelli se permettiamo a Dio di fare tutto in noi. “La Settimana Santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede” (Papa Francesco, Udienza generale 27 marzo 2013). Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnarci nel nostro cammino alla sequela di Gesù donandoci la sua fortezza, il suo silenzio, la sua fiducia, il suo sì.

Ultima modifica il Venerdì, 07 Aprile 2017 14:11
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