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12:Nov

Lectio XXXII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

Lectio Divina

Mt 25,1-13

Ringraziamo il Signore per la Parola che ci è stata annunciata in questa XXXII Domenica del Tempo Ordinario, dalla quale riceviamo speranza sentendoci anche esortati a progredire lungo il cammino spirituale. Nel Vangelo odierno, la parabola delle dieci vergini, di cui cinque stolte e cinque sagge, indubbiamente riflette la fragilità dell’uomo, ...

che può alternare momenti di “vigilanza” e momenti di “assopimento” spirituale. Le difficoltà di ogni giorno, le prove o semplicemente la quotidianità, ci mettono dinanzi alla nostra capacità di risplendere, testimoniando dovunque e comunque, la nostra appartenenza a Cristo, Sposo eterno delle nostre anime. Le dieci vergini sono accomunate dalla gioiosa attesa dello Sposo e dal fatto che, ritardando Lui, tutte si assopiscono. Ciò che le differenzia nell’essere cinque stolte e cinque sagge sta nel fatto che la stoltezza delle prime è il non aver preparato l’olio per le loro lampade, cosa che invece hanno fatto sapientemente le altre fanciulle, sistemandolo in “piccoli vasi”. Comprendiamo che il cammino che ci conduce verso la santità, in attesa dell’incontro definitivo con Gesù, va alimentato con l’olio della fiducia e della speranza; Gesù esorta le vergini a “vegliare”, cioè ad avere la forza, la perseveranza, la costanza di camminare, riponendo tutto nelle mani del Signore. Potrà anche capitare che una prova particolarmente faticosa spiritualmente, ci faccia “assopire”, ma l’importante è che non si assopisca il nostro cuore e la nostra anima cadendo nell’infedeltà, ma conservando sempre la fiducia nel Signore, perché nel momento in cui verrà, potrà trovarci un po’ provati, ma capaci di rialzarci perché sostenuti dalla certezza del suo amore e della sua misericordia. La Parola di oggi, dunque ci esorta, come ci ricorda la Prima Lettura, a cercare sempre la Sapienza che per noi è Cristo, è Gesù, morto e risorto, a cercarlo in ogni avvenimento, anche il più doloroso, perché ogni nostro atto, ogni nostro pensiero, ogni nostro dubbio se vissuto nella Divina Volontà, diviene alimento, olio da custodire a poco a poco, perché un giorno la nostra anima possa risplendere in eterno accanto al Signore. Vivendo con questa certezza, fondati su Cristo, come ci ricorda l’apostolo nella seconda Lettura, testimoniamo di essere cristiani, di credere fermamente che Gesù ha vissuto sì la morte che però ha sconfitto, nella luce della Risurrezione, con la sua cieca fiducia nel Padre. La gioia di poter entrare a nozze con il Signore, risorgendo con Lui, sia la nostra forza, la nostra speranza, sia il motore che, facendoci accogliere ogni giorno la Volontà del Padre, ci fa crescere nella saggezza, rifiutando la stoltezza e la tristezza, frutto della volontà umana. La Vergine Maria custodisca le nostre anime, perché insieme con Lei possiamo “vegliare” in attesa dello Sposo compiendo piccoli atti di fiducia verso Dio come caparra per il Paradiso.

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Novembre 2017 11:57
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