19:Dic

Lectio IV Domenica di Avvento - Anno B

Lc 1,5-25

Questa quarta Domenica, concludendo il Tempo di Avvento, apre le porte al Tempo di Natale, tempo in cui contempleremo la “manifestazione del mistero del Verbo fatto uomo”, del Figlio di Dio. La Parola che la Liturgia ci offre oggi, ma anche quella che ci ha accompagnato durante la settimana, hanno preannunciato, culminando nella nascita di Gesù, il compimento della promessa di Dio ai nostri padri, espressione della sua fedeltà mantenuta per i secoli, di generazione in generazione.

L’attenzione mi si sofferma su questa fedeltà del Signore, contemplata già nella prima lettura, in cui Dio promette al re Davide la stabilità del suo regno per sempre; anche il salmista canta l’amore eterno del Signore, un amore che incarnandosi attraverso il SI di una Vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe, giunge con Gesù, ad ognuno di noi per sempre. Quello di Dio, è un amore eterno, infinito, ma cos’è che lo rende tale da poter estendersi nei secoli in eterno? Nei nostri padri, nel re Davide, nelle generazioni che lo hanno succeduto, in Giuseppe e nella sua sposa Maria, Dio ha potuto manifestare la sua potenza perché ha trovato una corrispondenza nella fedeltà, una docilità, “un’obbedienza alla fede” (cfr. Rm 16,27) umana ma resa divina dalla fiducia riposta in Dio e nel suo disegno d’amore. Il re Davide, pieno della sua sapienza, pensava di voler fare a Dio una casa duratura, ma Dio manifesta la sua unica sapienza (cfr. Rm 16,27), prendendolo dal pascolo mentre seguiva il gregge, ponendolo a capo del popolo di Israele e rendendo eterno il suo trono. Anche la piccola Maria, è stata scelta e resa abitazione feconda e perenne di Gesù, con cui Dio celebra il suo amore per ogni uomo sulla terra. Anche noi siamo chiamati da Dio a prepararci ad accogliere nella nostra casa, il nostro cuore, Gesù e attraverso di lui, l’amore con cui Egli ci ha pensati prima dei nostri giorni. Prepariamoci ad accoglierlo con un cuore nuovo, rinnovato, con un cuore pieno di fiducia, con un cuore in cui, questo tempo di attesa, ha seminato il seme di una speranza certa, di una fede che sa guardare oltre l’umano. Non ha guardato forse oltre l’umano Davide, Maria e, ancor prima di lei Giuseppe, rendendosi giusto, di una giustizia divina, santa, accogliendo l’amore di Dio in Gesù, oltre l’incomprensibile? Dio viene in Gesù e attraverso di lui, si fa Parola, si fa Eucarestia, si fa carità attraverso i fratelli, si fa pienezza di vita, rendendosi visibile solo se sappiamo riconoscerlo togliendoci dagli occhi le bende delle nostre ferite e del nostro io che oscurano la nostra visibilità, impedendoci di cogliere, di sentire e percepire l’Amore, la Luce, la Pace, la Gioia, la Tenerezza, la Misericordia, con cui Spirito Santo vuole fecondare in noi il seme divino della vita, della guarigione, della consolazione, della salvezza.

Alla Vergine Maria affidiamo la nostra vita e invocandola diciamo: prega per noi Santa Madre di Dio, perché siamo resi degni delle promesse di Cristo. Chiedendo l’intercessione di Maria preghiamo la Divina Volontà perché possiamo giungere come lei all’obbedienza della fede:

Vieni, Divina Volontà ad infondere in me la fede di Maria Santissima

perché io possa credere in te come ha creduto lei.

Vieni Divina Volontà ad infondere in me la speranza di Maria Santissima

perché io possa sperare te come ti ha sperato lei.

Vieni Divina Volontà ad infondere in me la carità di Maria Santissima

perché io possa amare te come ti ha amato lei.

Vieni Divina Volontà a pregare e ad adorare in me

come Gesù fece nella sua divina umanità.

Amen, Fiat!

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Dicembre 2014 11:05
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