07:Feb

Lectio V Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Lectio Divina

Lc 5,1-11

Ringraziamo il Signore per la Parola che ci dona anche in questa V Domenica del Tempo Ordinario, Parola in cui traspare tutta la Misericordia di Dio verso ogni uomo. Meditando le letture ...

ed il Vangelo vediamo infatti come il Signore ci chiama a seguirlo e a servirlo senza guardare ai nostri peccati, anzi, è proprio la condizione di “miseria” in cui Egli ci coglie, che ci permette di percepire con maggiore forza tutto il suo Amore, tutta la sua grazia: il peccato è il concime con cui il Signore prepara il terreno per potervi poi seminare. Il profeta Isaia non si sente degno di stare dinanzi alla presenza del Signore, perché “uomo dalle labbra impure”, ma l’angelo del Signore tocca la sua bocca con un carbone ardente e così il suo peccato viene condonato; S. Paolo si definisce “un aborto” perché persecutore della Chiesa, ma per grazia di Dio diviene “apostolo fra gli apostoli”, chiamato ad annunciare ciò che ha visto e vissuto; ed infine anche nel Vangelo vediamo come gli occhi di Gesù, nonostante la folla desiderosa dei suoi insegnamenti, si posano su dei pescatori, uomini abituati a confidare sulle loro forze, sulle loro capacità: un io che dovrà lasciare spazio a Dio, dinanzi al suo manifesto amore. Ci commuove constatare come la Misericordia di Dio non conosce spazio e tempo, il suo amore, il suo perdono è eterno ed è Gesù Cristo “il mezzo” attraverso cui veniamo condonati dalle nostre debolezze e mancanze. Gesù è la “vittima di espiazione” dei nostri peccati che Egli ha inchiodato sulla Croce per noi: la Misericordia che scaturisce dal suo Cuore trafitto è fonte che ci rigenera a nuova vita, è il lavacro che ci riconduce al Padre. Il perdono e la Misericordia del Padre sono segni tangibili di un Amore che non giudica e che non si stanca mai di perdonare, sono segni di uno sguardo che non si ferma alle apparenze, ma che scende al cuore, raggiunto il quale lo colma di se stesso, fino a farlo suo. Il Santo Padre, in questo Anno Giubilare ci sta facendo sperimentare, attraverso le sue catechesi, le omelie, l’Enciclica Misericordiae Vultus, i Libri sulla Misericordia (es. Il nome di Dio è Misericordia), quanto è grande l’Amore di Dio e quanta grazia abbiamo ricevuto tutti noi e riceviamo tutte le volte in cui incontriamo il suo sguardo tenero, il suo Volto che sempre ci accoglie, che sempre ci abbraccia, che sempre ci dice ti amo! Solo se riconosciamo il nostro limite, la nostra debolezza, possiamo lasciarci abbracciare dalla grandezza della Misericordia di Dio e, riconoscendone il suo valore nella nostra vita, saremo capaci di portare agli altri questo amore, questo perdono, saremo apostoli in cammino “alla sequela di Gesù”. Con Maria, Madre della Misericordia, ringraziamo il Signore per il suo amore nonostante il limite del nostro peccato e chiedendo la grazia di guardare i fratelli sempre con occhi misericordiosi, che non giudicano, ma che sanno scusare, diciamo: “Eccomi Signore, manda me”… io piccolo, peccatore perdonato, per portare la grandezza del tuo Cuore misericordioso”.

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 05 Febbraio 2016 16:48
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